ALLA SCOPERTA DI FRASCATI

Possiamo datare la nascita di Frascati intorno all’anno 1191 d.c. a seguito della distruzione di Tuscolo. Ma già intorno alla metà dell’anno 800 d.c. due papi elargivano ricchi doni a due chiese site in locus qui vocatur Frascata. La visita delle chiese di Frascati, è uno spaccato di storia Medioevale e Rinascimentale. Incontreremo personaggi che vanno da Lucrezia Borgia, a Papa Clemente VIII, da Lucrezia Della Rovere a Beatrice Cenci. Le chiese, quasi tutte barocche , sono piene delle opere degli artisti del tempo e che hanno lavorato nella Roma rinascimentale dei papi. Incontreremo opere di Pietro da Cortona, Andrea Pozzo, Gerolamo Muzziano , Giovanni Fontana . Girando a piedi per la città scopriremo terrazze che affacciamo su Roma e sull’Agro Romano. Tempo permettendo, vedremo S.Pietro, e poi Tivoli, il Soratte, i monti di Tolfa e infine il mare Tirreno. Visiteremo  la monumentale fontana di Villa Torlonia, oggi parco pubblico dopo la distruzione della villa a causa del bombardamento dell’8 settembre ‘43  e ci fermeremo ad ammirare e parlare della affascinante villa Aldobrandini (già Balvedere) una delle 12 ville rinascimentali costruite in questi luoghi  tra il XVI e il XVII secolo da papi e/o cardinali. Avendo tempo, possiamo fermarci nei negozi caratteristici  per acquistare  la pupazza frascatana o fermarci a degustare ed acquistare del buon vino da produttori locali. Se poi volete fermarvi per un pranzo o una cena, ascoltate i nostri consigli: ristoranti, trattorie, osterie, vegetariani e vegani, qui non mancano e soddisferanno sicuramente i vostri palati.


ALLA SCOPERTA DI FRASCATI E DEI CASTELLI ROMANI IN COMPAGNIA DELLA PROLOCO

La seconda settimana di ogni mese, la ProLoco Frascati propone visite guidate alla scoperta di luoghi non sempre aperti accessibili e conosciuti dai cittadini e dai visitatori di questa nostra città. Le visite sono riservate a viaggiatori singoli o in coppia, ai gruppi famigliari e di amici , agli abitanti di Frascati che intendono esplorare con altri occhi luoghi in parte ancora sconosciuti.

Le prenotazioni sono obbligatorie e si chiuderanno necessariamente il Mercoledì precedente.

Per il mese di Luglio proponiamo – Venerdì 8:visita al parco di villa Aldobrandini e alla chiesa di s.Francesco, al chiostro e al museo etiopico .
– durata h.3 circa –
1. Partenze ore 10,30-15,30 :
Visita alla città di Frascati –villa Torlonia, chiesa del Gesù, Santa Maria in Vivario, le terrazze su Roma
2. Partenza ore 10,30-15,30:
Visita al Palazzo Vescovile-luogo carico di storia e reperti artistici. Alla scoperta di questo luogo, ci guiderà il Vescovo di Frascati Mons.Martinelli .
Prenotazione obbligatoria gruppi max 15 persone. Durata h.1,30 circa; inizio visita h.10,30.
3.Sabato 9: Mattina/Pomeriggio:
Visita al misterioso complesso archeologico del Barco Borghese sostruzione di epoca romana alla scoperta di una intricata sequenza di ambienti ipogei. Durata: h.2,00 circa; partenza da concordare min 15 partecipanti.
4. Visita alla villa Mondragone (villa del 1600 già frequentata da papa Gregorio XIII dove emise bolla per la modifica del calendario ) durata: h.2,00 circa partenza da concordare min 10 partecipanti.
5. Domenica 10: Mattina: visita alla città di Frascati:villa Torlonia, le chiese, i panorami. Durata:h.2,00 circa partenze: ore 10,30.


LE VIE DEL VINO “FRASCATI”

Oltre alla città di Frascati centro importantissimo e nevralgico della zona di produzione, si raccomanda una visita alle cittadine di Monte Porzio Catone e Grottaferrata. Spaziando con l’occhio sul meraviglioso panorama si ammira Tuscolo. Sotto il colle dominato dalla chiesa di San Gregorio Magno si estendono in un dolce declivio i vigneti della zona Nord Orientale del territorio tuscolano, sino alla grande conca di Prata Porci, da alcuni storici assegnata alla battaglia del Lago Regillo, da cui nacque il predominio di Roma sulle città confederate della Lega Latina.

Nella caratteristica e ridente cittadina si trova il Museo del Vino. A sinistra della dorsale di Tuscolo, ai limiti della sottostante villa latina, si trovano le case del centro storico di Grottaferrata sorte intorno alla celebre Abbazia da quando il monaco basiliano San Nilo da Rossano ebbe in donazione da Gregorio I di Tuscolo i ruderi di un’antica villa romana, dove in una piccola cripta fu esposta alla pubblica venerazione un’immagine della Vergine. Attorno a tale Crypta ferrata, da cui il nome dell’abitato di Grottaferrata.
Si andò sviluppando tutto il complesso abbaziale che nel 1473 il cardinale Giuliano della Rovere fece circondare da fortificazione su disegni di Baccio Pontelli ed Antonio da San Gallo. La bella chiesa di Santa Maria, consacrata nel 1024 da Papa Giovanni XIX dei Conti di Tuscolo , fu arricchita nel XIII secolo con mosaici ed affreschi ed un bellissimo campanile romanico. Nel 1610 il pittore Domenico Zampieri, detto Il Domenichino affrescò la cappella di San Nilo, chiamata anche Cappella Farnesiana. Dai bastioni dell’abbazia si possono ammirare gli ubertosi vigneti della sottostante “Valle Marciana”, che costituisce il confine Occidentale del comprensorio del Frascati.



 

 

 

PERCORSO DELLE TERRAZZE 

“Ah, ce Frascati, sur son mamelon verdoyant au pied des hauteurs boisèes de Tusculum, avec sa terrasse d’ou l’on a la plus belle vue du monde…”

Così il giovane e problematico abate Pierre Froment, protagonista del romanzo “Roma” Emile Zola del 1896, si esprime a proposito di Frascati. Il celebre romanziere naturalista francese ha colto e riportato nel libro l’aspetto più eclatante di Frascati, il suo vero iconema, ossia il suo carattere distintivo che è quello di città terrazzata.  L’andamento pianeggiante del cento storico non deve trarre in inganno, in realtà Frascati è tutta adagiata lungo un ripido pendio. A darne l’apparenza di un paese posto in pianura è il susseguirsi di terrazzamenti, terrapieni e muraglioni di contenimento, scaglionati a diverse quote. Questa singolare morfologia urbana è dovuta alla presenza nell’antichità di una villa romana che con le sue sostruzioni fatte di ampie spianate ha condizionato e indirizzato lo sviluppo successivo dell’abitato. Subito aldilà della moderna galleria si ha il primo esempio della sistemazione a terrapieni, si capisce subito infatti che la Piazza del Mercato risulta dall’interramento di una profonda valletta sul cui ciglio a monte correva una strada romana di cui si rinvengono tracce in alcuni scantinati. Dall’Ager Labicanus essa si collegava alla Via Latina passando attraverso la sella di Frascati.
Ora imbocchiamo l’ardita Via Regina Margherita all’altezza della cappellina di S. Maria ad Nives, l’unica rimasta tra quelle che sacralizzavano le varie parti del paese con la loro umile e discreta presenza. La via fascia e rinfianca il versante settentrionale del centro storico di Frascati. Si tratta di una poderosa via pensile realizzata sul finire dell’800 utilizzando, così di dice, un vecchio progetto del Valadier. I frascatani alterarono poi il termine Via Pensile in Via Pensa e giustificarono questa accezione popolare con l’invito a pensare prima di compiere l’insano gesto del suicidio, al quale induceva la vertiginosa altezza dell’angolo posto a Nord-Ovest. I suicidi per amore sceglievano il cupo e romantico vascone rettangolare di Villa Falconieri, detto laghetto, le cui stagnanti acque riflettevano la funerea e fitta cortina di nereggianti cipressi, degni dei vaneggiamenti pittorici di un Arnold Böcklin. Qui siamo invece immersi nella mediterranea solarità della campagna romana, che si dispiega dinanzi al nostro sguardo in tutta la magia delle sue montagne e dei suoi paesi. Un particolare non deve sfuggire mentre discendiamo lungo la strada: la cupola di S. Pietro.
Non si ometta una sosta lungo il muraglione per contemplare se pure fugacemente il panorama. Fa da fondo scenografico all’orizzonte il susseguirsi di catene montuose di cui si può seguire il netto skyline. Si comincia da destra con i monti Prenestini che culminano con la cima del monte Guadagnolo. Segue la compatta mole dei monti Tiburtini, affiancata dai due valichi di Tivoli e dello Stonio, attraverso i quali transita il più vitale fascio di vie di comunicazione tra il Tirreno e l’Adriatico. Tivoli biancheggia adagiata su uno sperone dei Tiburtini.
Imponente e maestoso troneggia quindi il massiccio dei monti Lucretili con la aguzza cuspide del monte Gennaro. Alle falde si scorge l’abitato di Palombara Sabina che si avvolge in spire tutt’intorno al colle su cui è insediato co la svettante torre Savell i. Seguono i tre conetti dei monti Cornicolani che ospitano Montecelio e Monte S. Angelo Romano. Al di sotto dilaga l’espansione di Guidonia. All’orizzonte sfumano le balze dei monti Reatini e Sabini. E con queste finiscono le alture calcaree dell’Appennino, le successive hanno origine vulcanica, con l’unica prestigiosa eccezione del monte Soratte. Ecco profilarsi dunque l’apparato vulcanico Cimino-Vicano cerchia di alture con lussureggianti boschi che incastona il lago di Vico. Il panorama si conclude sui tondeggianti dossi dei monti Ceriti e della Tolfa che videro fiorire la splendida civiltà etrusca. Davanti a questa quinta ecco entrare in scena Roma di cui oltre alla cupola si riconosce il monte Mario.
Prima di deviare da Via Regina Margherita verso l’abitato è il caso di dare un ultimo sguardo dal muraglione verso la parte bassa del paese che i sfrangia nel verde della campagna. Possiamo osservare un enorme basamento in opera cementizia nel Comune di Monte Porzio, è il cosiddetto Barco Borghese, gigantesca sostruzione di una villa romana attribuita ai Quintili, su cui venne impiantato un giardino alla fine del ‘500. Anche il centro storico di Frascati sorge su un basamento simile e possiamo farcene un’idea osservando il Barco. Dirigiamoci ora verso la piazza S. Rocco.
Qui esisteva una delle porte di accesso all’antica Frascati, ingresso principale per chi arrivava da Roma. Il baricentro del paese si spostò a monte in seguito alla costruzione delle Ville Tuscolane ed all’ampliamento dell’abitato verso le alture con un impianto geometrico regolare. Quando questo avvenne anche la facciata del castello ruotò di 180° e quando venne meno la sua destinazione militare esso fu trasformato in un vero palazzo signorile sede del Vescovo Tuscolano, specialmente ad opera del Cardinale duca di York sul finire del ‘700.
Il massiccio torrione angolare cilindrico ed una torre del ‘400 restano a ricordo dell’originaria funzione bellica dell’edificio. L’arredo urbano della piazza è arricchito da una elegante fontana dovuta al Cardinale D’ Estouteville che dotò la città di un acquedotto portando le acque da Grottaferrata. Trai i vecchi palazzi si vede spiccare la facciata della chiesa di S. Maria in Vivario. Una ripida scala scende verso la parte bassa dell’abitato rasentando le mura edificate da Paolo III le quali si conservano sia la scarpa che il marcapiano. La scalinata conduce ad una piazza dove si affaccia un moderno edificio scolastico subentrato ad un antico ospedale edificato a sua volta sui resti della chiesa di S. Sebastiano intorno alla quale si raggruppavano le case del Borgo Basso (oggi Borgo S. Rocco) agli albori della storia di Frascati.
Proseguendo per una delle viuzze tortuose di origine medievale sbuchiamo nell’ariosa piazza Paolo III anch’essa impreziosita da una fontana e sullo sfondo svetta l’elegante campanile di S. Maria in Vivario.
Camminando dopo pochi metri si arriva sulla piazza detta dei Merli in ricordo delle cortine merlate delle mura di Paolo III irrobustite da tre massicci torrioni, l’unico sopravvissuto proteggeva la porta detta Granara. Quello dell’angolo fu distrutto dal bombardamento dell’8 Settembre 1943, il terzo fu sostituito da un palazzo nel 1876. La successiva piazza Monte Grappa segue ancora l’andamento terrazzato delle mura che contenevano la zona farnesiana a terrapieno detta appunto Terra Nova.
Sbucati in via Cesare Battisti usciamo dalla parte storica del paese ufficializzata fino all’ 800 dalla maestosa Porta S. Pietro, ci attende ora la Passeggiata.
Fino alla Seconda Guerra Mondiale questa vantava una splendida scalinata a due rampe elicoidali dovute all’estro dell’architetto Giulio Magni esponente insigne del Liberty italiano ed europeo.
A condurre oggi alla stazione F.S. è una scalinata tracciata sul fianco dei terrazzamenti che fasciano anche questo lato del paese, la Passeggiata si apre, e non poteva essere altrimenti, su un panorama mozzafiato.
Rientriamo quindi nel centro storico, ruotando lo sguardo sulla Villa Torlonia anch’essa con le sue terrazze, quindi sulla facciata posteriore della Villa Aldobrandini e per finire sulla cortina di eleganti palazzi che fasciano questo lato di Frascati; uno di essi è il palazzo Marconi, sede del Comune. Al centro della piazza Marconi è presente il Monumento ai Caduti.